Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

di quei tempi; i quali documenti esistevano, pochi anni or sono presso la famiglia del fu Sig. Pietro Ambrosini. Alcune lettere dei Duchi Estensi provano chiaramente i diritti del Vescovo pro tempore di Lucca su Piazza e Sala. La prima è del Marchese Leonello d'Este del 20 luglio 1444; la seconda del Duca Borso de' 26 giugno 1453; una terza fu scritta il 22 ottobre 1476 da Ercole I al suo Commissario della Garfagnana, il quale confermava quanto contenevasi nelle due precedenti. Il 7 settembre 1598 avvenne una convenzione fra il Duca Alfonso II, col mezzo del suo Consigliere Giulio Pazzani, e il Vescovo di Lucca Conte di Piazza e Sala, colla quale si stabiliva, che qualunque persona inquisita o condannata o bandita dagli Stati Estensi potesse essere arrestata in quei paesi.

Visto così il paese di Piazza, e contemplata la bellezza di Sala, ripasseremo il ponte viadotto, ritornando a Croce, e di là, volgendo a sinistra, ci recheremo a Livignano, e poscia a Borsigliana, Terre sulla sinistra del Serchio. Indi saremo costretti a ricalcare le nostre orme per metterci nuovamente sulla via Provinciale e condurci a vedere i paesi che giacciono sulla destra di detto fiume.

LIVIGNANO

Questo paese, chiamato nel 1376 Comune Livignani, è posto in poggio alle falde dell'Appennino presso la ripa sinistra del fiume di Soraggio. Contiene 23 case, 22 famiglie, e 147 anime. Ha Parrocchia (Arcipretura) sotto il titolo di S. Giovan Battista; e quella chiesa fu restaurata nell'anno 1828, mediante un sussidio di L. 1000 elargito dal Duca Francesco IV (1). Sull'altare maggiore vedesi un quadro rappresentante l'Ascensione di Cristo, con sotto S. Gio. Battista, pittura di buona scuola Parmigiana del secolo XVI.

Livignano era uno dei feudi, fino dai primi secoli dopo il mille, appartenenti ai Vescovi di Lucca, ai quali venne confermato dall'Imperatore Ottone IV, con un privilegio del 14 dicembre 1209, spedito da Fuligno a Roberto Vescovo, e ripetuto da Carlo IV, mentre trovavasi a Pisa nel 15 febbraio 1355, a favore di Berengario, egualmente Vescovo di Lucca.

(') Atti Governativi, num. 271, 326 del 1828.

Raffaelli - Piazza al Serchio - pag.14                  (continua)           (torna inizio)