Raffaello Raffaelli  - Descrizione geografica storica economica della Garfagnana - Lucca, 1879

a Casciana, di S. Pellegrina e Santa Felicita a Cascianella, di S. Gio. Battista a Orzaglia, di San Gio. Battista a Caprignana, di Santa Maria Assunta a Puglianella, di S. Romano nel paese omonimo (Propositura), di S. Bartolommeo a Roggio, di Santa Maria Assunta a Vitoio, di S. Lorenzo a Vagli di Sopra, di S. Regolo a Vagli di Sotto, di S. Stefano a Roccalberti, di S. Lorenzo a Verrucole, coll'annessa di Vibbiana, di Santa Croce a Naggio, sussidiale di S. Romano, e di S. Giovan Battista a Livignano.

SALA

Presso la Pieve di Piazza, dalla banda di sud-ovest, sorge la villa di Sala, collocata sopra una cupola di un poggio isolato, a piè del quale si congiungono i due fiumi di Minucciano sulla destra, e di Soraggio sulla sinistra, che formano il Serchio vero e proprio.

Il villaggio di Sala fu detto da Carlo IV nel 1376 Castrum Sale Episcopi. Il primo Conte di Sala che trovisi nominato nell'albero genealogico dei Conti Nobili di S. Michele è Ghetto padre del Conte Gherarduccio, e questi di Giovanni, detto Rócca Guidinga, che governò i Lucchesi pei Pisani.

A levante del villaggio s'innalza una stupenda roccia, di figura conica, rivestita fino alla metà di verzura, avente dal lato del fiume che ne bagna la base, gli avanzi di una scala, non si sa bene se scavata nel masso o fatta di pietra, che serve per ascendere sulla nuda cima del gigantesco cono, su cui non ha guari vedevasi piantata una grandissima croce. Un altro gruppo di roccie; non meno belle e meravigliose, sorgono alla sinistra del Serchio, le quali or si levano stagliate e svelte, or sporgono in fuori con massi enormi, che sembra debbano da un istante all'altro precipitare con orrendo fracasso nel fondo; ora si piegano ad arco, e formano graziosi seni con piante ed erbe, ed ora presentano i fianchi tutti nudi e brulli, con pinnacoli di diverse foggie e misure, che s'intrecciano fra loro come altrettante guglie. In mezzo a queste grotte scorre rumoroso e bianco di spuma il Serchio, quasi per rabbia di esser confinato da macigni precipitati dall'alto in un letto così duro ed angusto (1).

(1) Nel giorno 2 marzo 1838 uno di questi smisurati macigni staccatosi da una delle guglie fiancheggianti il Serchio precipitò, arre-

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